ALFRED HITCHCOCK
«In uno dei miei film vorrei far cantare Mina.»
SANDRO BOLCHI
«(Mina) non è una cantante, ma una splendida belva che ti suggestiona con lo sguardo, con il fascino di una voce inquietante e drammatica, con due gambe infinite e protervie che fanno squagliare anche i selciati più duri. Quando è sul palcoscenico ringhia, singhiozza, ansima, urla, geme: il Suo, più che un canto, è un rito, un rito ipnotico che trascina folla al delirio.»
GINO CASTALDO
Mina l’irraggiungibile: la nuova canzone della voce senza volto
La Repubblica | 02.11.2024
Di tanto in tanto la voce di Mina riappare per ricordarci che nella musica c’è, o ci dovrebbe sempre essere, qualcosa di irraggiungibile. Come una meta che deve rimanere lontana, un desiderio inespresso, uno spunto per sognare, e quella diabolica, intatta, astratta voce è sempre lì, con la sua arrogante scioltezza, l’eleganza innata, a ribadire solo e unicamente se stessa, fosse anche attraverso un nuovo singolo firmato, parole musica, da Francesco Gabbani.
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ANTONIO BANDERAS
«La canzone di Mina che sentiamo nel film “Dolor y gloria” porta un universo emozionale che rispecchia il suo modo di cantare: è passionale e allo stesso tempo molto evocativa. Mi ricordo di Mina perché a casa mia – erano gli anni Sessanta – il fatto che lei si fosse rasata le sopracciglia fece scandalo: le donne erano tutte o con lei o contro di lei.»
GINO LANDI
«Era molto portata alla danza, ma per ballare era pigra; quando stava in orchestra, invece, era al massimo della felicità: avrebbe cantato in orchestra per ore. Cantava, cantava, con grande felicità e facilità.»
MIGUEL BOSÉ
«Credo di amare Mina da quando ho l’uso della ragione e inoltre ciecamente, incondizionatamente oltre che una voce unica ed eccezionale che ha sfidato tutto, Mina ha rappresentato per la donna una rivoluzione in generale. Audace, trasgressiva, poderosa, coraggiosa, sfrontata, innovatrice, capricciosa, radicale. Continua ad essere “La Gran Diva” per eccellenza, e l’ultima della sua specie, temo.»
GIORGIO BOCCA
Il juke-box è troppo stretto per Mina
Il Giorno | 11.12.1960
Tonight Mina has crazy hair and a dress on which sequins shine. Pale. Slender, her eyes dilated with neurotic rage, the girl wrings her hands to overcome the disgust of strangers breathing down on her.
We are in a dance hall on the outskirts of Turin. With two thousand five hundred liras each (almost two days’ work) the young men of the neighborhood paid themselves, for one hour, for the physical presence of Italy’s most famous “screamer”; the lucky ones, now, surround her little table, under the orchestra.
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MICK JAGGER
«People like me, Tina Turner, Paul McCartney and, in Italy, people with the voice of an angel like Mina, we have maintained our adolescent vitality because we have not succumbed to compromises of any kind…»
SEVERINO GAZZELLONI
«È la cantante più intelligente nel campo della musica leggera. Con lei eseguii in diretta “Fuga a due voci in Do Minore” di Bach. Non avrei mai immaginato che potesse eseguire d’istinto, con grande gusto e precisione, un brano così complesso e difficile.»
ORIANA FALLACI
La sirena dei vent’anni
L’Europeo | 05.02.1961
But who, then, is this girl who in not even two years has become a kind of myth of Italians young and old, poor and rich, suckers and smart, communists and Catholics, and in one minute earns as much as a magistrate earns in a month (one hundred and fifty thousand traffic circles), in one week collects six covers of authoritative weeklies, and if you say you have never seen her sing they treat you as an ignoramus, a traitor to the fatherland, or a cretin?
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ANTONELLO FALQUI
«Aveva un intuito eccezionale, era bravissima in tutto. Il sabato sera era una cosa sacrale, un appuntamento invulnerabile. Metteva a proprio agio l’ospite e sé stessa. Aveva un eccezionale modo di fare, una grande dote. Sono e sarò sempre convinto che chi ha le innate capacità di Mina può fare quasi tutto, e sempre bene, poiché alla fine quel prezioso istinto che lei possiede diventa vera e propria genialità.»
RODOLFO CELLETTI
«L’ho ascoltata e ascoltata ancora e poi ho capito che quando era giovane non aveva un’unica voce, ma diverse a seconda di ciò che eseguiva. Per anni mi sono chiesto con chi avesse studiato canto. Alla fine, mi sono risposto che era una domanda stupida. Certe finezze, certi accenti certe modulazioni non si acquisiscono. Nascono per germinazione spontanea.»
GIORGIO STREHLER
«Ah, che matta! Che magnifica matta, la Mina. Da quando aveva cominciato l’ammiravo molto e avevo seguito anche i suoi cambiamenti, la sua maturazione. L’ho vista in televisione, nelle vecchie immagini in bianco e nero di antichi spettacoli, con quei suoi orpelli, con quegli abiti che oggi ci paiono orribili; eppure, a lei sono sempre stati bene. Adesso non so più come è. Ma anche questo fa parte del suo mistero, della sua personalità. Ha deciso di mandare all’aria il mondo della canzone. Ha deciso di ritirarsi, magari anche dal proprio cliché sono sintomi di una certa personalità. Come ammiratore, io dico che avrei voluto vederla ancora. Ma questi sono discorsi. Mina ha vissuto. Come rimproverarglielo?»
TONY DI CORCIA
Da “Mina Viva lei”
Edizioni Clichy 2023
Tonight hell is a crowded apartment building. Whoever inhabits it longs for a love, aches for someone, waits in vain for a nod. Or, worse, he pretends to lead a normal life and in his heart harbors the ghost of a love that was never born. Identical is the refuge: the voice of Mina.
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MIA MARTINI
«Mina è una delle più grandi cantanti del mondo, non soltanto la più grande in Italia. Io l’ho conosciuta e posso dire che è anche una donna simpaticissima, spiritosa, con la quale c’è un rapporto di grande stima e grande affetto. La più violenta emozione che mi ha dato credo risalga a quel concerto splendido che ha fatto a “Bussoladomani”. Ricordo di aver avuto un’emozione così forte pochissime altre volte: quando ho ascoltato Ray Charles e Aretha Franklin. Sono momenti che non si dimenticano mai nella vita…»
CARLA FRACCI
«Per lungo tempo la dea della mia vita è stata quella grande immensa musicista che è Mina.»
NATALIA ASPESI
Ecco Mina più grassa più bella e più brava
La Repubblica | 04.07.1978
Mina returns to sing in public, after six years away and immediately makes two mythologies of mass summer neurosis appear petty, absurd: she is of a luminous whiteness, intact and superb, in the midst of people ashamed of their pallor, fixated on chasing wrinkled and sinister tans; it is large, opulent, richly carnal, in a crowd of desperate people who punish their dream of thinness with a guilty and tireless diet and debase their thoughts with calculation of points and calories, collection of diets, disgust of their own humanly expanded body.
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FEDERICO FELLINI
«Mina ha la faccia della luna. Gli occhi sono dolci e crudeli. La bocca chiama dal cielo le comete: basta un fischio. Poi è tanta. È un tipo che entra nelle mie storie. Avrebbe fatto bene anche la Gradisca. Ho molta ammirazione, molta stima per Mina e spero che riusciremo a parlare almeno una volta per telefono.»
PIERO TOSI
«Donna simpatica, Mina, brillante: l’intelligenza è una componente fondamentale dell’eleganza. Volto magnifico, grande espressione anche: adesso trovare una faccia è diventato quasi impossibile. Io guardo in giro e non vedo facce, sono tutte uguali.»
BARBARA STREISAND
«Continuo a ricevere sul mio sito ufficiale dai fan richieste di un duetto con Mina. Rispondo sempre che Lei è semplicemente Mina perché la colonna sonora della sua vita, la sua arte e la sua personalità sono uniche. Abbiamo in comune tanti fan, apparteniamo alla stessa generazione, privilegiamo entrambe la privacy e per entrambe l’ambizione non ha nulla a che fare con la musica.»
INDRO MONTANELLI
Il fragile segreto di Mina
04.02.1961
Due forze sembrano sostenerla, l’istinto e l’ignoranza. But then it is not hard to see that it is a calculated fiction so clever that it appears to be the truth. Rome, Feb. They tell me that here in Rome, the San Remo champions who came to repeat their singing feats here have had bad luck.
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TIZIANO FERRO
«Credo di aver scritto più canzoni per Mina che per me stesso. Ma non le ha mai cantate. Lancio l’appello: Mina sono qua e se vuoi ti manderò decine di canzoni.»
VALERIO ZURLINI
«Guarda che gatta stupenda, che maliarda. Tutta Diva, da cima a fondo, e diva anche di dentro. Non c’è Sofia Loren che tenga, al suo confronto. È sempre la protagonista: quando arriva in un posto, diventa il centro di ogni cosa.»
MARINELLA VENEGONI
Un articolo
La Stampa | 18.04.2001
It is not a halfway meeting, this between two authentic champions of popular music, Mimmo Modugno and Mina, a meeting from which that long-heralded album emerges and which now finally arrives (it is available from tomorrow, Thursday 20th) with the title provocative of «Sconcerto». It is not halfway because Mina goes beyond the affectionate philological recovery, and instead engages in a completely original rereading of some cornerstones of the multifaceted Apulian artist.
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ANDREA CAMILLERI
«There was a time when even the most squeamish intellectuals were not ashamed of watching TV. It was the TV variety shows of Falqui and Sacerdote, comparable in elegance and professionalism to the great shows overseas. And the brightest gem of those Saturday nights was Mina’s voice. Very young; and yet, so ironic and witty. The same irony and wit that Mina would reveal many years later in her articles written with such grace and common sense for La Stampa and other newspapers…”
PIETRO BARILLA
«Era una donna di straordinario fascino e con una squisita, naturale, gestualità. Era logico che chiedessi di fare il regista a Valerio Zurlini. Nel ’70 ci sono le sagome di legno dello scultore Mario Ceroli che raffigurano Mina con i capelli spinti indietro dal vento, come una strega. Con le scenografie e i costumi di Piero Gherardi, Mina appare come una figura ultraterrena, indimenticabile. È vero che, in qualche modo, c’era lo spirito di Fellini. Falqui fa di Mina un personaggio televisivo, sul set televisivo, una diva in mezzo al suo pubblico.»
GIANNI FERRIO
«Non legge la musica non ne ha bisogno: ha un tale orecchio, una musicalità innata, un dono proprio di natura e poi ha un modo tutto particolare di valorizzare il testo di una canzone. Perché Mina si esprime molto in un brano e si fa interprete non solo del punto di vista musicale ma anche di una parola specifica, quella lì, messa lì con delle note. Lo posso dire perché mi ha sempre stupito come riuscisse a intuire esattamente quello che volevo. Accadeva sempre così: io componevo la canzone, gliela facevo sentire e poi Lei “se la metteva addosso”, la faceva diventare Sua, sempre con risultati grandi.»
TONINO AMURRI
Lunedì pomeriggio, a tradimento, Raiuno ha trasmesso un’ora intera di Mina
Il Giorno | 21.03.1989
“Monday afternoon, treacherously, Raiuno broadcast a full hour of Mina. Which is not nice. To those of us who watch the poor non-stop performances of the singers currently on the public square and unfortunately on video, such a musical and visual shock could provide dangerous bouts of rejection.
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LUCIO DALLA
«Mina è la cantante primaria, al di là del significato del canto. Ed era la voce giusta per il duetto di “Amore disperato”, tema principale della mia “Tosca”, perché Tosca è estremamente cattolica, ma il suo amore diventa così forte da portarla a schierarsi contro i suoi stessi ideali religiosi. In linea con la storia e la personalità della Mazzini.»
LOUIS ARMSTRONG
«È la più grande cantante bianca dei nostri anni.»
GINO CASTALDO
Una donna eccezionale, una vita inaccessibile
La Repubblica | 22.10.1988
In trent’anni di carriera ha cantato il cantabile, un enorme imponente canzoniere che arriva a proporzioni da computo statistico.
Cosa ha significato per noi questa voce? This voice so ductile that it can be sometimes so hyperuranic and crystalline, sometimes warm and sly, sometimes virtuosic, sometimes softly interpretive. It is “the” Italian voice of these thirty years.
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LINA WERTMULLER
«For Mina I wrote the lyrics of “Mi sei burst inside the heart” and other songs, but as a director, obviously, I thought of her more than once, because I like her very much, above all for her particular characteristic of putting together the cold and the heat, to combine a remarkable sensitivity, a beautiful voice, a great external ability with this beautiful face of a medal, with this statuesque appearance of beautiful Italy.»
RAFFAELE LA CAPRIA
«C’era la voce sublime di Mina che sovrastava il mondo. L’irresistibile voce di Mina, che non era nemmeno una voce, era uno strumento musicale purissimo, mi sembra di risentirla. Tutto mi piaceva e tutto poteva passare quando cantava Mina, anche la “perduta felicità” che non ho mai avuto, non ho saputo afferrarla. La notte trascorre, le ore volano, Mina canta, sono le tre, ed io ancora inseguo la perduta felicità.»
MAURO BALLETTI
«La seguivo da quando avevo 14 anni. Trovavo in Lei una parentela con Fellini, Picasso, Maria Callas. Hanno lo stesso sguardo, in loro il gene dell’arte è identico: sono profeti di un certo tipo di arte del Novecento.»
MARINELLA VENEGONI
Mina. The former tiger in love with mystery
La Stampa | 24.03.1990
Fifty years? It could be 30 or 90, it would be the same. Tomorrow Mina turns half a century old, and the occasion only serves to make it clear how the singer has become, in Italian custom, a symbol rather than a living person. Symbol of an Italy as good as her, glorious and optimistic, that of the boom years with which her rise coincided; but also, for most of those over thirty, a sentimental symbol in the fullest sense of the term.
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CESARE CREMONINI
«A Mina ho dedicato un pezzo intitolato “Mille galassie” nel mio album “Bagus”. È lei la donna che vive mille galassie a est, lontana ma presente. Io la immagino così: felice e libera.»
CORRADO COLABUCCI
«Per la televisione volevo che Mina fosse molto elegante. Io avevo studiato degli abiti neri, semplici, essenziali. Erano linee che trovavo molto adatte per Lei. In seguito, ho pensato ad abiti che lasciassero spazio alla Sua mimica, alle sue mani e alle sue braccia. Mina era una donna importante nel mondo dello spettacolo e con il suo modo di vestire ha involontariamente influenzato anche la moda. Oggi prima nasce il vestito che poi viene dato all’artista: una volta eravamo noi a fare il vestito sull’artista, lo facevamo ad hoc.»
SANDRO BOLCHI
Mina, essere grassa non é peccato
Corriere della Sera | 23.08.1978
ROME – «I know, I’m fat, but Fitzgerald is too. Is it my fault if in this period I prefer deep-eyed broth to the French colony? I don’t want to fly, otherwise I would rent a hot air balloon that would lift me up into the sky and if a spiteful kite slapped me too hard with its wings I would slide into the sea, blowing my latest song “Lady Mazzini” for the fish, who smiles as she speaks, he enjoys hiding in certain old suits where the kilos can dance the tango without being seen or scolded, and from which an increasingly solemn, generous face emerges, dressed in white, tanned by a Sixties moon.»
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LIZA MINNELLI
«Mina is the greatest singer I have ever heard, she sings the songs just as they should be sung, as they were written, she sings with the heart, but the voice, the unmistakable timbre, the expressiveness that she knows how to give to her interpretations are sublime! It’s divine. I am one of her biggest admirers […], she gave us her heart, her voice, no one else in the world is like her… I don’t know what to say, she is for the song what De Niro is for acting: there is only her, she is unique.» (From “Porta a Porta”, Raiuno, 2008)
TOTÒ
«Quell’anima lunga che sembra un contrabbasso con tutte le corde a posto, quelle carni bianche da gelato alla crema, quella creatura recita poco e male, ride al momento sbagliato, ma se si spengono le luci e lei comincia a cantare, da quella voce escono grandi palcoscenici, pianto e risate.»
GIANNI BORGNA
«Mina ha saputo veramente definire una dimensione di suoni tutti suoi, estranei alla norma, dentro i quali passano recitazione, melodia, grida, note profonde ed acute di una tessitura particolarmente estesa, timbri creati, ironie e gesti vocali che escono da ogni definizione di generi.»
CARLO GIOVETTI
Sa cantare meglio di prima ma non chiamatela tigre
Il Giorno | 16.04.1968
Mina who sings, denies, plays cards and talks about Paciugo. Now she is relaxed and doesn’t even feel the cold wind that arrives with the dawn. “But I was scared, I was shaking all over. Once upon a time it didn’t happen to me, the older I get the more I feel frozen.” It’s right that this is the case: Mina who plays “La canzone di Marinella” is no longer the same one who shouted “The thousand blue bubbles”. Perhaps he wasn’t even afraid the first time, when he suddenly decided to go “to the other side”: right here, at Bernardini’s Bussola, in the summer of ’58.
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ANDY WARHOL
«Mina? A born actress, symbol of technological civilization, lunar ghost, aggressive and a little pop…» (1972)
GIGLIOLA CINQUETTI
«Mina è una cantante di una importanza e di uno strapotere dovuti alla forza e alla capacità che ha avuto di cantare tanto. Lei ha cantato tante cose belle e ha un repertorio immenso e questa è una forma di generosità, consapevolezza e lucidità che lei ha avuto fin da giovane di essere cantante popolare orgogliosa di esserlo. Non si è fatta minimamente condizionare da quelle ideologie elitarie che sono arrivate dopo. Lei mi piace per questo anche se appartiene alla mia epoca bambina. Lei a vent’anni era già una signora, e io a settanta sarò ancora una ragazza. Questa è la differenza.»
MARCO MANGIAROTTI
Mina, una grande voce nel vento
La Nazione | 31.10.2000
MILAN – If you peel back Wind’s packaging, you find an album with four unreleased Mina covers. In half a million copies, which will be given away to new subscribers from November to Christmas (cell phone plus card plus Internet plus CD). The two-year contract between the company and the singer, which began with the voiceover in the controversial penalty spot made by Roberto Baggio, will thus give us something sonorous and palpable.
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IVANO FOSSATI
«Mina is loved by all musicians. Starting from those who earn their living playing in dance clubs up to the most refined jazz musicians and composers, in Italy and beyond. I always expected something surprising from Mina. It was she who had brought us closer to Chico Buarque, Juan Manuel Serrat, Tom Jobim, it was she who duetted with Toots Thieleman on TV at nine in the evening. He was teaching us a lot and would do even more later.
I have always listened to Mina carefully because she is also among my teachers. No one regulates and governs the sound of words like she does. No one guides and gives meaning to every single step and thought equally well, in real time. No one, or perhaps very few in the world, amplify or dampen emotions at will with their own mastery, raising or lowering the temperature of the interpretation during the same piece. Phonetics, music and thought move together and Mina knows it.»
ERMANNO OLMI
«La voce di Mina è il profumo di un secolo, quel fascino dell’inafferrabile. Si parlava di lei spessissimo, il fascino del mistero di quest’anima. È il caso di dire: è un mito, un modello irraggiungibile. Mina è la canzone, un dolcissimo sussurro che continua ad echeggiare dentro di noi.»
GIANNI VERSACE
«Era Lei che volevo. Questa collaborazione ha in sé tutta la felicità di un sogno che si è avverato. Lavorare con lei è stato un piacere, poiché è una donna intelligente e di gran classe. La forte personalità di Mina è stata la mia fonte di ispirazione. Ci sono voluti circa tre mesi per la realizzazione di questo vestito [mantello che indosserà Mina sulla copertina dell’album “Cremona”], perché doveva essere perfetto anche nei minimi particolari.»
GIANNI FERRIO
Intervista di Lele Cerri
04.03.2002
Gianni Ferrio aka “the inevitability of making music.” Gianni Ferrio or “Improvvisamente,” “Ora o mai più” and many other wonderful musical games until “Non gioco più” and then again soaring with Mina’s “Dalla terra.” Gianni Ferrio companion of Mina’s long and fruitful musical journey, witnessing her entering, peeking out from behind a juke box, into the lives of Italians that, at least musically, would never be the same as before.
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GILBERT BÉCAUD
«You, Mina, have only one flaw. That of being born in Italy. If you had been born in France, you would be a national monument by now. As was Piaf. As is Brigitte Bardot. Or Moreau. And the people, the journalists, the photographers, aware and grateful for that escape from reality that you provide with your voice, with your songs, with your undeniable charm, would be grateful to you. They would show you admiration. Not in Italy, you know it too. The better you become, the more the public, the people, who knows why, will turn against you to destroy you» (1966)
LINA VOLONGHI
«È una grande donna. E nello stesso tempo è ingenua. È il solo essere al mondo i cui pregi sono più affascinanti dei difetti. Chi conosce Mina se ne innamora. Ma lei non vuole farsi conoscere perché ha paura. È una grande donna, insicura, sì, ma che ha dimostrato coraggio quando è stato necessario, e soprattutto generosa.»
ANNABELLA
Che cosa pensate del fenomeno Mina?
29.01.1961
Mina, who achieved success through a fashionable genre, in the short span of a year and a half managed to impose her true qualities, her temperament, the timbre of her voice, her own personality. Today she is a well-rounded singer who can alternate between various ways of singing while remaining herself. Those who say that Mina is just a screamer are therefore wrong; she is also a delicate interpreter of velvety motifs and various of her recent interpretations demonstrate this.
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ELVIS COSTELLO
«Mina is the greatest Italian singer and I don’t understand how she managed to realize it so late. Reminds me of Dusty Springfield. I discovered it by chance, putting my nose – and ear – among the records of my wife, who studies your language and runs a radio show in which Italian songs often appear. I was struck by Mina and immediately went to buy all her albums. And then, I love Italy…” (2002)
DARIO FO
«Nei miei occhi rimane sempre questa immagine, la gestualità straordinaria di bellezza. Sapeva portare il proprio corpo dentro la musica anche quando faceva gesti assurdi. Si muoveva rovesciando la logica, questo fascino profondo della musicalità, una voce prodotta da uno strumento umano.»
DANILO REA
«Ha capacità vocali che sono, secondo me, uniche al mondo. Credo che quel pathos che esprime sia la Sua storia.»
MICHELE SERRA
Una voce spericolata
La Repubblica | 24.03.2000
The “Tiger of Cremona” turns 60 years old tomorrow. From lavish black-and-white TV show-woman to sophisticated lady of a thousand songs Mina turns sixty, and you almost can’t believe it. There are really very few of them, as many as are barely enough to make a long-distance girl. Very few to measure the long road of his steely voice, which has pierced all the ages of our age, the very many ages we have been fortunate enough to live through leaning against each other, clenched like books suffocating in a shelf that is too short.
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CÉLINE DION
«Luciano Pavarotti always spoke to me about Mina and certainly not only when we performed the English version of “Grande, grande, grande” as a duet. I was also born in March, like Mina; I too think of his voice as a great, inimitable gift of nature, the reflection of a soul” (2010)
GIORGIO BOCCA
«È di quegli esseri/motori a cui gli altri si uniscono per sentirsi sollevati, trascinati, riscaldati da un sangue più caldo, guidati da un udito più pronto, da un piede più rapido. È la prima vera soubrette del dopoguerra: elegante con provocazione e gusto barocco, spigliata in un mondo di falsi spigliati, dotata di una voce attraente, capace di riempire la scena.»
ANTONELLO FALQUI
Intervista di Lele Cerri
18.02.2002
Mr. Sense Of Space receives me in a house that confirms him as such, handsome and ready, as he is, for the wide-angle lens, for one of his shots with horizon line resets, endless farsighted central escapes, fields and counter-fields with perfect rhythms, ellipses and details, skilful and engaging, fluid tracking shots: authentic treadmills for the viewer’s curiosity, as only those precursors of the zoom that were his early Studio One tracking shots could be.
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ACHILLE BONITO OLIVA
«Nelle copertine dei Suoi dischi c’è un grande senso del gioco. Oltre il canto (lei) introduce il corpo, l’immagine, ci mette la faccia. Mina è una cantante performativa che afferma la propria voce anche attraverso l’irregolarità dei Suoi tratti, che riesce ad anticipare Madonna e Lady Gaga, esibendo anche le Sue asimmetrie.»
PLACIDO DOMINGO
«“Sulla tua bocca lo dirò quando la luce splenderà”. Sarebbe stata un soprano drammatico con agilità straordinaria, una tessitura (di voce) stupenda.»
LIZA MINNELLI
«Un giorno, Kay Thompson mi disse: “ora ti faccio ascoltare la più grande cantante che abbia mai sentito”. Ha messo un disco di Mina e sono rimasta senza fiato. Se facesse un concerto andrei nel backstage a chiederle l’autografo. Io sono una delle Sue più grandi ammiratrici. Ci ha donato il Suo cuore, la Sua voce, nessun altro al mondo è come Lei. Non so cosa dire, lei è per la canzone quello che De Niro è per la recitazione: c’è solo Lei, è unica.»
NATALIA ASPESI
Mina, l’incanto della voce di una donna libera
Venerdì di Repubblica | 30.10.1987
They last saw her on a stage in the summer of ’78, in Versilia. The audience was the usual vacation crowd, lots of people who felt beautiful; all tanned, all thin, even overdressed. Mina was an enchanting apparition, benevolent, maternal, ironic, even disturbing in her total disobedience to aesthetic cravings. Like a distant queen, confident of her mysterious powers, she exhibited the soft whiteness of her complexion, her fattened body, the messy black veils that covered her.
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SARAH VAUGHAN
«If I didn’t have my own voice I would like to have that of a young Italian girl named Mina» (1968)
LUCHINO VISCONTI
«La vedo come l’ho vista la prima volta tre anni fa ad Ischia, un personaggio straordinario, affascinante, una specie di mostro del ritmo. Ho trascorso serate intere ad ascoltarla. Quando sentii per la prima volta la Callas cantare “Norma”, dissi: “Questa diventerà la più grande del mondo”. Così quando sentii per la prima volta Mina pensai: “Quando si accorgeranno di lei, figuriamoci come le monteranno la testa”. Invece, devo riconoscere che Mina non s’è affatto montata la testa, è sempre la simpatica ragazza d’una volta, nonostante abbia raggiunto la celebrità. Ormai il “minismo” è diventato di moda: a me il merito d’averla scoperta fra i primi.»
BRUNO CANFORA
Intervista di Lele Cerri
24.07.2002
And at the name of Bruno Canfora, in all of us who listened to Mina stroll fluidly over those famous “customary musical fantasies” announced by Paolo Panelli in Canzonissima 1968, a sense of gratitude cannot but awaken for his having given us the opportunity to grow as spectators of the beautiful, of that musical pleasure that we were able to enjoy live on those precious Saturday nights.
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JOHNNY MARR
«Stavo guardando un vecchio documentario della BBC su Ennio Morricone e nel sottofondo si sentiva una canzone. Ho fatto un po’ di ricerche e ho scoperto che si trattava di “Se telefonando” di Mina. Ne sono rimasto stupefatto. Sostanzialmente è Morricone condensato in tre minuti, e Mina è una ragazza ribelle davvero forte, una specie di Lesley Gore italiana. L’audacia di questa canzone è eguagliata dalla personalità e dal talento di questa canzone…»
FRANCA VALERI
«Andiamo a sentire quella ragazza simpaticissima che canta. Senz’altro piaceva molto a Luchino [Visconti] forse perché, nell’immaginario collettivo, Mina impersonava un nuovo modo di essere donna. I tempi stavano cambiando e lei li impersonava, anzi li anticipava con le sue scelte artistiche, ma anche con le sue scelte di donna ed ha continuato a farlo con la sua immagine fintanto che abbiamo potuta vederla. Un’artista che è una grande donna, una donna che è una grande artista: questa è Mina, l’idea della donna italiana.»
ALDA MERINI
«Era una bella donna, molto bella. Era una persona con una grande personalità. Un fenomeno di voce. Ha fatto bene a ritirarsi come Greta Garbo al momento giusto. Ci vuole coraggio a chiudere con il passato.»
MARINELLA VENEGONI
Gli 80 anni di Mina, un libro ne celebra il talento
La Stampa | 24.03.2020
It has become very difficult to write about Mina. This oh-so-round and fateful birthday of 80, which falls today, has already been consumed by streams of words, hordes of footage, odd images. Everything seems already said. Premature retirement in 1978-an anti-media seclusion-made her forever young.
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CLAUDIO ABBADO
«Mina has a great personality. Luigi Nono would have liked to compose a piece with his voice. ‘Even just one sound, just one note,’ he told me. I would have liked to direct it, I have always admired it. Unfortunately, there wasn’t time…” (2009)
GIUSEPPE PATRONI GRIFFI
«Capitai a Ischia insieme a Luchino Visconti, Franca Valeri e altri amici, ed ascoltai per la prima volta una canzone interpretata da Mina. Nonostante la pronuncia tutta storta, le smorfie curiose e lo spiccato accento cremonese, la ragazza mi fece colpo, tanto che tornai ad ascoltarla tre volte. In seguito, rientrato a Roma, ne parlai con entusiasmo. Ora i fatti hanno dimostrato che avevo ragione.»
SENNUCCIO BENELLI
La donna, e altre cose ancora
Successo | 03.01.1962
The “tiger of Cremona” and the least conformist of Italian filmmakers discuss here the place of women in society: mother and wife in the home, or “almost man,” and perhaps diva, outside it?
Before this meeting Visconti and Mina knew each other only by reputation. They admired each other, but had never shaken hands.
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CARLO VERDONE
«Se ho mai pensato di fare un docu-film su uno dei miei artisti del cuore? Tutti i grandi cantanti hanno avuto dei bei documentari. A me piacerebbe farlo su Mina. L’unica vera grande artista che abbiamo in Italia.»
RENATO CAROSONE
«L’interpretazione data da Mina alla mia “Maruzzella” mi ha comunicato un’emozione davvero difficile da descrivere. Ciò che mi ha impressionato in modo particolare è stata la pronuncia del dialetto: non riesco a capire come abbia fatto cantare le canzoni dell’album “Napoli” in quel modo davvero magistrale: Mina, la Divina Provvidenza t’adda fa’ campa’ cient’anne!»
LUCIANO PAVAROTTI
«Però un sogno canoro ce l’avrei. Un duetto con Mina: ho tentato invano di convincerla. Casomai un disco. Forse, chissà. Nel frattempo, mi onoro di esserne amico.»
LELE CERRI
Mina e l’Orchestra in esclusiva alla Bussola 1972
1972
Mina, in the spring and summer of 1972, gives us an extraordinary repetition of an exceptional daily routine of TV and live appearances. She almost seems to want to recast us in advance of her future absence from the scene, still unknown to her as much as to us.
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FABRIZIO DE ANDRÉ
«His voice is a miracle. I believe she was born with music in her DNA, it’s as if she had a prenatal memory of music. This is a typical phenomenon of genius: that of knowing before knowing. You realize it when you hear her sing because the vocal evolutions, the dips, the glissades, the clusters of notes in very short intervals of time, the distortions of the melody are absolutely spontaneous…” (1997)
MAURO “PLATINETTE” CORUZZI
«Mina non deve tornare perché così rimane la protagonista assoluta di un’epoca, non avrà mai concorrenza. Perché dovrebbe andare a rimetterti in mezzo a ‘sto circo. Perché? È la regina in assoluto. Anzi, se tornasse sarebbe l’ammissione di una debolezza, di una certa fragilità che forse lei ha, ma che è meglio non faccia vedere. Io l’ho vista come vive. Serena come nessun’altra al mondo. Co ‘sti zoccoli e le calze bianche arrotolate, ciabatta per casa, una casa normale, anzi, più modesta del previsto. Cucinetta metà di questa stanza, tavolino bianco, microonde qualsiasi, infila dentro questo cazzo di pezzo di torta, te lo butta lì. Senza tante storie… Sì, hai sempre il dubbio, quando apre bocca che sia una che la imita. E capisci anche che la grandezza è quella lì. Mina, professionalmente parlando, è anche molto più avanti dei suoi collaboratori. Non per niente ha detto sì a Mondo Marcio permettendogli di usare pezzi del suo vecchio repertorio nel suo nuovo lavoro rap. In questa operazione lei ha intravisto la possibilità di essere traghettata via. Via dal vecchio.»
GIANNI CLERICI
Il successo pagato caro
Il Giorno | 03.09.1966
There are more tar marks than words in the notebook from the meeting with Mina. Together we spent six hours on the roof of the huge hangar-workshop in Fiumicino, a construction by architect Morandi all hanging from huge concrete ropes: Mina was to shoot carousels, and Piero Gherardi, the scriptwriter of Fellini’s last films, had chosen that astral location and more suitable for an Antonioni film…
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GIORGIA
«Immensa Mina, sempre geniale, sempre avanti, voce unica che appartiene al nostro DNA»
PATTY PRAVO
«Perché ho duettato con la Bertè e non con Mina? Un semplice caso del destino: diciamo che non si è mai presentata l’occasione giusta. Io amo il suo lavoro, ma non è mica facile trovare la canzone giusta al momento giusto. Però aspettate, non escludo nulla. Magari, nella mia seconda carriera.»
ZUCCHERO FORNACIARI
«Il Suo canto è pretestuale anche senza testo. Lei è uno strumento che ha tutti timbri possibili ed immaginabili.»
NATALIA ASPESI
Per l’unica Mina della stagione 2000 spettatori
Il Giorno | 25.07.1962
It looks like one of those photographs that the great American magazines dedicate to the monuments of pop music and jazz: the background is completely dark, a line of light outlines the outline of a couple of serious, busy musicians, and makes her profile shine , of the diva. The arm that holds the microphone, the one that sways tiredly towards the audience, the curves of the deep neckline of the black dress, the dramatic face that Gershwin is suffering.
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PINO DANIELE
«When the era of appearances began, she decided to be the Lady who disappeared, all voice and no image, fueling the myth, of course, but art feeds on myth. Seventy years old on March 25, but the myths are celebrated every day and the voices sing every day. They don’t need cakes with candles if, like Mina’s and a few others, they transcend nationalities, cultures, languages. Like Lucio Battisti, like Salinger, she remained at the center of the collective imagination, evaporating, while many tried to underline her own obstinate, invisible presence. The voice, amazing, agile, like a musician-singer, capable of making the words sound, of making the notes speak. Intuition in the choice of repertoires, without problems as to whether they were “high” or “low”, increasingly meaningless terms. The stage presence: we won’t remember Lucio Battisti’s extraordinary live performances, but we will remember her, master of black and white TV, alongside Totò, Sordi, Gaber, Mastroianni, Kessler, Carrà. Music beyond appearance, extraordinary talent in search of a normal, indeed very normal, life, which allowed her to choose the songs she really wanted to sing: I had the privilege of seeing my «Napule è» and «Je sto neighbor» also selected to you”, moreover in magnificent company, of Neapolitan classics and pearls of what we once dreamed of being the new Naples. Even today, in the midst of the age of talent shows and televoting that promotes kids to stars and rejects singers with decades of career behind them, she is the symbol of a country that perhaps doesn’t deserve her. His irony, his dignity, his indolent freedom, his silence speak more than a thousand shouted opinions from talk shows that say nothing. Best wishes, Our Lady of Song. If you hadn’t existed we wouldn’t have been able to invent you.” (2010, for Mina’s 70th birthday)
LUCA RONCONI
«È giusto dire (di Lei) la sua assenza è un eterno presente straordinario.»
LELIO LUTTAZZI
Intervista di Lele Cerri
03.04.2002
Ecco, sono in piazza, vista sulla vallata e verso il mare; quello dietro ai tetti è il comignolo della sua casa, nuvole bianche di fumo che promettono uno squisito arrosto.
Mi apre la porta la moglie Rossana, baci e abbracci che inneggiano a una bellissima fetta di vita passata assieme, e lì, dietro, nel corridoio con pareti e sfondo di libri, con lo sguardo che mi aspettavo, Lelio Luttazzi…
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GIANNA NANNINI
«Quand’ero piccola, i riferimenti musicali a casa mia erano Claudio Villa e Mina. Per Mina, mio padre andava pazzo. Lei è stata ed è ancora ganzissima: ha mandato a fare in culo tutti ed è una grande. Una volta mi chiese: “Ma come fai ad affrontare ancora le tournée con questa gioia?”. “Sento l’emozione e devo andare sul palco, sentire i brividi, avvertire la fisicità del pubblico”, le ho detto.»
DINA AZZOLINI
«La stimavo. Nell’Italia bacchettona aveva messo al mondo un figlio senza essere sposata. Creai per lei una testa lunga, riccia e libera che si muoveva. Era nato il taglio alla Mina.»
ACHILLE LAURO
«Sono fratello di un musicista e da quando avevo 14 anni ho vissuto con lui iniziando a muovere i primi passi e a scoprire questo mondo. Parallelamente ho ascoltato diversi generi musicali e ho fatto tesoro di tutto quello che ho appreso. Mina, Celentano e molti altri. Anzi, con Mina spero di fare un duetto, pure pop!»
GUIDO GEROSA
Nascono le stelle a Porta Garibaldi
La Notte | 02.12.1958
The tall girl with the skinny shoulder blades did not want to come out of the wings to sing her song: she swayed restlessly, smoothed her short hair nervously, and smiled as she fixed her gaze in a vague, distant spot suspended in the void. Seventeen years old, 5’7″ in stature, a dress that wobbled on her, Mina took refuge behind her shyness; host Corrado had to make her brave.
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KENNY BARRON
«You ask me who is the best Standard Jazz singer today? The greatest of all is an Italian singer named Mina.»
GIANCARLO GIANNINI
«Mina era elegante, sensuale, non ha paragoni con nessuno al mondo. Andammo in sala prove e conobbi la grandezza di questa donna: faceva tutto con la mano sinistra, sfruttava le piccole cose per poi mostrare una grandiosità senza confini. Ero stravolto dalla sua leggerezza. È poesia, ogni sua movenza, ogni sua parola.»
ERMAL META
«Scrivere per Mina sarebbe un sogno incredibile. Il pensiero di farlo mi fa addirittura tremare perché lei è nelle nostre ossa… siamo tutti cresciuti ascoltando la voce di Mina.»