ALFRED HITCHCOCK
«In uno dei miei film vorrei far cantare Mina.»
SANDRO BOLCHI
«(Mina) non è una cantante, ma una splendida belva che ti suggestiona con lo sguardo, con il fascino di una voce inquietante e drammatica, con due gambe infinite e protervie che fanno squagliare anche i selciati più duri. Quando è sul palcoscenico ringhia, singhiozza, ansima, urla, geme: il Suo, più che un canto, è un rito, un rito ipnotico che trascina folla al delirio.»
GINO CASTALDO
Mina l’irraggiungibile: la nuova canzone della voce senza volto
La Repubblica | 02.11.2024
Di tanto in tanto la voce di Mina riappare per ricordarci che nella musica c’è, o ci dovrebbe sempre essere, qualcosa di irraggiungibile. Come una meta che deve rimanere lontana, un desiderio inespresso, uno spunto per sognare, e quella diabolica, intatta, astratta voce è sempre lì, con la sua arrogante scioltezza, l’eleganza innata, a ribadire solo e unicamente se stessa, fosse anche attraverso un nuovo singolo firmato, parole musica, da Francesco Gabbani.
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ANTONIO BANDERAS
«La canzone di Mina che sentiamo nel film “Dolor y gloria” porta un universo emozionale che rispecchia il suo modo di cantare: è passionale e allo stesso tempo molto evocativa. Mi ricordo di Mina perché a casa mia – erano gli anni Sessanta – il fatto che lei si fosse rasata le sopracciglia fece scandalo: le donne erano tutte o con lei o contro di lei.»
GINO LANDI
«Era molto portata alla danza, ma per ballare era pigra; quando stava in orchestra, invece, era al massimo della felicità: avrebbe cantato in orchestra per ore. Cantava, cantava, con grande felicità e facilità.»
MIGUEL BOSÉ
«Credo di amare Mina da quando ho l’uso della ragione e inoltre ciecamente, incondizionatamente oltre che una voce unica ed eccezionale che ha sfidato tutto, Mina ha rappresentato per la donna una rivoluzione in generale. Audace, trasgressiva, poderosa, coraggiosa, sfrontata, innovatrice, capricciosa, radicale. Continua ad essere “La Gran Diva” per eccellenza, e l’ultima della sua specie, temo.»
GIORGIO BOCCA
Il juke-box è troppo stretto per Mina
Il Giorno | 11.12.1960
Stasera Mina ha una chioma folle e un abito su cui brillano paillettes. Pallida. Smagrita, gli occhi dilatati da un’ira nevrotica, la ragazza si torce le mani per vincere il disgusto degli sconosciuti che le respirano addosso.
Siamo in una sala da ballo alla periferia torinese. Con duemila e cinquecento lire a testa (quasi due giornate di lavoro) i giovanotti del quartiere si sono pagati, per un’ora, la presenza fisica della più famosa “urlatrice” d’Italia; i più fortunati, adesso, circondano il suo tavolino, sotto l’orchestra.
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MICK JAGGER
«Persone come me, Tina Turner, Paul McCartney e, in Italia, gente dalla voce d’angelo come Mina, abbiamo mantenuto la nostra vitalità adolescenziale perché non abbiamo ceduto a compromessi di alcun genere…»
SEVERINO GAZZELLONI
«È la cantante più intelligente nel campo della musica leggera. Con lei eseguii in diretta “Fuga a due voci in Do Minore” di Bach. Non avrei mai immaginato che potesse eseguire d’istinto, con grande gusto e precisione, un brano così complesso e difficile.»
ORIANA FALLACI
La sirena dei vent’anni
L’Europeo | 05.02.1961
Ma chi è dunque questa ragazza che in nemmeno due anni è diventata una specie di mito degli italiani giovani e vecchi, poveri e ricchi, babbei e intelligenti, comunisti e cattolici, e in un minuto guadagna quanto guadagna un magistrato in un mese (centocinquantamila rotonde), in una settimana colleziona sei copertine di settimanali autorevoli, e se dite di non averla mai vista cantare vi trattano alla stregua di un ignorante, di un traditore della patria o di un cretino?
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ANTONELLO FALQUI
«Aveva un intuito eccezionale, era bravissima in tutto. Il sabato sera era una cosa sacrale, un appuntamento invulnerabile. Metteva a proprio agio l’ospite e sé stessa. Aveva un eccezionale modo di fare, una grande dote. Sono e sarò sempre convinto che chi ha le innate capacità di Mina può fare quasi tutto, e sempre bene, poiché alla fine quel prezioso istinto che lei possiede diventa vera e propria genialità.»
RODOLFO CELLETTI
«L’ho ascoltata e ascoltata ancora e poi ho capito che quando era giovane non aveva un’unica voce, ma diverse a seconda di ciò che eseguiva. Per anni mi sono chiesto con chi avesse studiato canto. Alla fine, mi sono risposto che era una domanda stupida. Certe finezze, certi accenti certe modulazioni non si acquisiscono. Nascono per germinazione spontanea.»
GIORGIO STREHLER
«Ah, che matta! Che magnifica matta, la Mina. Da quando aveva cominciato l’ammiravo molto e avevo seguito anche i suoi cambiamenti, la sua maturazione. L’ho vista in televisione, nelle vecchie immagini in bianco e nero di antichi spettacoli, con quei suoi orpelli, con quegli abiti che oggi ci paiono orribili; eppure, a lei sono sempre stati bene. Adesso non so più come è. Ma anche questo fa parte del suo mistero, della sua personalità. Ha deciso di mandare all’aria il mondo della canzone. Ha deciso di ritirarsi, magari anche dal proprio cliché sono sintomi di una certa personalità. Come ammiratore, io dico che avrei voluto vederla ancora. Ma questi sono discorsi. Mina ha vissuto. Come rimproverarglielo?»
TONY DI CORCIA
Da “Mina Viva lei”
Edizioni Clichy 2023
Stanotte l’inferno è un condominio affollato. Chiunque lo abita ha nostalgia di un amore, soffre per qualcuno, aspetta invano un cenno. O, peggio, finge di condurre una vita normale e nel cuore custodisce il fantasma di un amore mai nato. Identico è il rifugio: la voce di Mina.
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MIA MARTINI
«Mina è una delle più grandi cantanti del mondo, non soltanto la più grande in Italia. Io l’ho conosciuta e posso dire che è anche una donna simpaticissima, spiritosa, con la quale c’è un rapporto di grande stima e grande affetto. La più violenta emozione che mi ha dato credo risalga a quel concerto splendido che ha fatto a “Bussoladomani”. Ricordo di aver avuto un’emozione così forte pochissime altre volte: quando ho ascoltato Ray Charles e Aretha Franklin. Sono momenti che non si dimenticano mai nella vita…»
CARLA FRACCI
«Per lungo tempo la dea della mia vita è stata quella grande immensa musicista che è Mina.»
NATALIA ASPESI
Ecco Mina più grassa più bella e più brava
La Repubblica | 04.07.1978
Mina torna a cantare in pubblico, dopo sei anni di lontananza e subito fa apparire meschine, assurde, due mitologie della nevrosi estiva di massa: è di un biancore luminoso, intatto e superbo, in mezzo a gente vergognosa del proprio pallore, fissata a inseguire abbronzature rugose e sinistre; è grande, opulenta, riccamente carnale, in una folla di disperati che puniscono il loro sogno di magrezza con un’alimentazione colpevole e instancabile e avviliscono i loro pensieri con calcolo di punti e calorie, raccolta di diete, disgusto del proprio corpo umanamente espanso.
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FEDERICO FELLINI
«Mina ha la faccia della luna. Gli occhi sono dolci e crudeli. La bocca chiama dal cielo le comete: basta un fischio. Poi è tanta. È un tipo che entra nelle mie storie. Avrebbe fatto bene anche la Gradisca. Ho molta ammirazione, molta stima per Mina e spero che riusciremo a parlare almeno una volta per telefono.»
PIERO TOSI
«Donna simpatica, Mina, brillante: l’intelligenza è una componente fondamentale dell’eleganza. Volto magnifico, grande espressione anche: adesso trovare una faccia è diventato quasi impossibile. Io guardo in giro e non vedo facce, sono tutte uguali.»
BARBARA STREISAND
«Continuo a ricevere sul mio sito ufficiale dai fan richieste di un duetto con Mina. Rispondo sempre che Lei è semplicemente Mina perché la colonna sonora della sua vita, la sua arte e la sua personalità sono uniche. Abbiamo in comune tanti fan, apparteniamo alla stessa generazione, privilegiamo entrambe la privacy e per entrambe l’ambizione non ha nulla a che fare con la musica.»
INDRO MONTANELLI
Il fragile segreto di Mina
04.02.1961
Due forze sembrano sostenerla, l’istinto e l’ignoranza. Ma poi non è difficile capire che è una calcolata finzione così astuta da sembrare la verità. Roma, febbraio. Mi dicono che qui a Roma, i campioni di Sanremo venuti a ripetervi le loro imprese canore, hanno avuto sfortuna.
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TIZIANO FERRO
«Credo di aver scritto più canzoni per Mina che per me stesso. Ma non le ha mai cantate. Lancio l’appello: Mina sono qua e se vuoi ti manderò decine di canzoni.»
VALERIO ZURLINI
«Guarda che gatta stupenda, che maliarda. Tutta Diva, da cima a fondo, e diva anche di dentro. Non c’è Sofia Loren che tenga, al suo confronto. È sempre la protagonista: quando arriva in un posto, diventa il centro di ogni cosa.»
MARINELLA VENEGONI
Un articolo
La Stampa | 18.04.2001
Non è un incontro a metà strada, questo tra due autentici campioni della musica popolare, Mimmo Modugno e Mina, un incontro dal quale vien fuori quell’album a lungo annunciato e che ora finalmente arriva (è disponibile da domani, giovedì 20) col titolo provocatorio di «Sconcerto». Non è a metà strada perché Mina va oltre l’affettuoso recupero filologico, e s’impegna invece in una rilettura del tutto originale di alcuni caposaldi del multiforme artista pugliese.
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ANDREA CAMILLERI
«C’è stato un tempo in cui perfino gli intellettuali più schizzinosi non si vergognavano di guardare la tivù. Era la tivù dei varietà di Falqui e Sacerdote, paragonabili per eleganza e professionalità ai grandi show d’oltreoceano. E la gemma più brillante di quei sabati sera era proprio la voce di Mina. Giovanissima; eppure, così ironica e arguta. La stessa ironia e la stessa arguzia che Mina avrebbe rivelato molti anni dopo nei suoi articoli scritti con tanta grazia e tanto buon senso per La Stampa e per altre testate…»
PIETRO BARILLA
«Era una donna di straordinario fascino e con una squisita, naturale, gestualità. Era logico che chiedessi di fare il regista a Valerio Zurlini. Nel ’70 ci sono le sagome di legno dello scultore Mario Ceroli che raffigurano Mina con i capelli spinti indietro dal vento, come una strega. Con le scenografie e i costumi di Piero Gherardi, Mina appare come una figura ultraterrena, indimenticabile. È vero che, in qualche modo, c’era lo spirito di Fellini. Falqui fa di Mina un personaggio televisivo, sul set televisivo, una diva in mezzo al suo pubblico.»
GIANNI FERRIO
«Non legge la musica non ne ha bisogno: ha un tale orecchio, una musicalità innata, un dono proprio di natura e poi ha un modo tutto particolare di valorizzare il testo di una canzone. Perché Mina si esprime molto in un brano e si fa interprete non solo del punto di vista musicale ma anche di una parola specifica, quella lì, messa lì con delle note. Lo posso dire perché mi ha sempre stupito come riuscisse a intuire esattamente quello che volevo. Accadeva sempre così: io componevo la canzone, gliela facevo sentire e poi Lei “se la metteva addosso”, la faceva diventare Sua, sempre con risultati grandi.»
TONINO AMURRI
Lunedì pomeriggio, a tradimento, Raiuno ha trasmesso un’ora intera di Mina
Il Giorno | 21.03.1989
“Lunedì pomeriggio, a tradimento, Raiuno ha trasmesso un’ora intera di Mina. Il che non è carino. A noi che assistiamo alle povere esibizioni non-stop delle cantanti attualmente su piazza e purtroppo su piazza e purtroppo su video, un simile choc musicale e visivo potrebbe procurare pericolose crisi di rigetto.
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LUCIO DALLA
«Mina è la cantante primaria, al di là del significato del canto. Ed era la voce giusta per il duetto di “Amore disperato”, tema principale della mia “Tosca”, perché Tosca è estremamente cattolica, ma il suo amore diventa così forte da portarla a schierarsi contro i suoi stessi ideali religiosi. In linea con la storia e la personalità della Mazzini.»
LOUIS ARMSTRONG
«È la più grande cantante bianca dei nostri anni.»
GINO CASTALDO
Una donna eccezionale, una vita inaccessibile
La Repubblica | 22.10.1988
In trent’anni di carriera ha cantato il cantabile, un enorme imponente canzoniere che arriva a proporzioni da computo statistico.
Cosa ha significato per noi questa voce? Questa voce così duttile da poter essere a volte così iperuranica e cristallina, altre volte calda e sorniona, a volte virtuosistica, a volte morbidamente interpretativa. È “la” voce italiana di questi trent’anni.
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LINA WERTMULLER
«Per Mina ho scritto i testi di “Mi sei scoppiato dentro al cuore” e di altre canzoni, ma come regista, ovviamente, ho pensato più di una volta a lei, perché mi piace moltissimo, soprattutto per la sua particolare caratteristica di mettere insieme il freddo e il caldo, di unire una notevole sensibilità, una bella voce, una grande abilità esteriore con questa bella faccia da medaglia, con questo aspetto statuario da bella Italia.»
RAFFAELE LA CAPRIA
«C’era la voce sublime di Mina che sovrastava il mondo. L’irresistibile voce di Mina, che non era nemmeno una voce, era uno strumento musicale purissimo, mi sembra di risentirla. Tutto mi piaceva e tutto poteva passare quando cantava Mina, anche la “perduta felicità” che non ho mai avuto, non ho saputo afferrarla. La notte trascorre, le ore volano, Mina canta, sono le tre, ed io ancora inseguo la perduta felicità.»
MAURO BALLETTI
«La seguivo da quando avevo 14 anni. Trovavo in Lei una parentela con Fellini, Picasso, Maria Callas. Hanno lo stesso sguardo, in loro il gene dell’arte è identico: sono profeti di un certo tipo di arte del Novecento.»
MARINELLA VENEGONI
Mina. L’ex tigre innamorata del mistero
La Stampa | 24.03.1990
Cinquant’anni? Potrebbero essere trenta o novanta, sarebbe lo stesso. Domani Mina compie mezzo secolo e la ricorrenza serve solo a far capire come la cantante sia diventata, nel costume italiano, un simbolo più che una persona vivente. Simbolo di un’Italia brava come lei, gloriosa e ottimista, quella degli anni del boom con i quali la sua ascesa è coincisa; ma anche, per gran parte di coloro che hanno più di trent’anni, simbolo sentimentale nel senso più competo del termine.
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CESARE CREMONINI
«A Mina ho dedicato un pezzo intitolato “Mille galassie” nel mio album “Bagus”. È lei la donna che vive mille galassie a est, lontana ma presente. Io la immagino così: felice e libera.»
CORRADO COLABUCCI
«Per la televisione volevo che Mina fosse molto elegante. Io avevo studiato degli abiti neri, semplici, essenziali. Erano linee che trovavo molto adatte per Lei. In seguito, ho pensato ad abiti che lasciassero spazio alla Sua mimica, alle sue mani e alle sue braccia. Mina era una donna importante nel mondo dello spettacolo e con il suo modo di vestire ha involontariamente influenzato anche la moda. Oggi prima nasce il vestito che poi viene dato all’artista: una volta eravamo noi a fare il vestito sull’artista, lo facevamo ad hoc.»
SANDRO BOLCHI
Mina, essere grassa non é peccato
Corriere della Sera | 23.08.1978
ROMA – «Lo so, sono grassa, ma anche la Fitzgerald lo è. È colpa mia se in questo periodo alla colonia francese preferisco il brodo dagli occhi fondi? Non voglio volare, altrimenti noleggerei una mongolfiera che mi alzasse verso il cielo e se un aquilone dispettoso mi regalasse una pacca troppo forte con le ali scivolerei in mare, soffiando per i pesci la mia ultima canzone “Lady Mazzini”, che sorride mentre parla, si diverte a nascondersi in certe vecchie zimarre dove i chili possono ballare il tango senza essere visti o redarguiti, e dalle quali spunta una faccia sempre più solenne, generosa, vestita di bianco, abbronzata da una luna degli Anni Sessanta.»
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LIZA MINNELLI
«Mina è la più grande cantante che io abbia mai sentito, lei canta le canzoni proprio come devono essere cantate, così come sono state scritte, canta con il cuore, ma la voce, il timbro inconfondibile, l’espressività che sa dare alle sue interpretazioni sono sublimi! È divina. Io sono una delle sue più grandi ammiratrici […], ci ha donato il suo cuore, la sua voce, nessun altro al mondo è come lei… non so cosa dire, lei è per la canzone quello che De Niro è per la recitazione: c’è solo lei, è unica.» (Da “Porta a porta”, Raiuno, 2008)
TOTÒ
«Quell’anima lunga che sembra un contrabbasso con tutte le corde a posto, quelle carni bianche da gelato alla crema, quella creatura recita poco e male, ride al momento sbagliato, ma se si spengono le luci e lei comincia a cantare, da quella voce escono grandi palcoscenici, pianto e risate.»
GIANNI BORGNA
«Mina ha saputo veramente definire una dimensione di suoni tutti suoi, estranei alla norma, dentro i quali passano recitazione, melodia, grida, note profonde ed acute di una tessitura particolarmente estesa, timbri creati, ironie e gesti vocali che escono da ogni definizione di generi.»
CARLO GIOVETTI
Sa cantare meglio di prima ma non chiamatela tigre
Il Giorno | 16.04.1968
Mina che canta, smentisce, gioca a scopone e parla di Paciugo. Adesso è rilassata e non avverte nemmeno il vento freddo che arriva con l’alba. “Ma avevo una paura, tremavo tutta. Una volta non mi capitava, più vado avanti con gli anni e più mi sento gelare”. È giusto che sia così: Mina che interpreta “La canzone di Marinella” non è più la stessa che urlava “Le mille bolle blu”. Forse non ebbe paura nemmeno la prima volta, quando decise improvvisamente di passare “dall’altra parte”: proprio qui, alla Bussola di Bernardini, nell’estate del ’58.
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ANDY WARHOL
«Mina? Un’attrice nata, simbolo della civiltà tecnologica, fantasma lunare, aggressiva e un po’ pop…» (1972)
GIGLIOLA CINQUETTI
«Mina è una cantante di una importanza e di uno strapotere dovuti alla forza e alla capacità che ha avuto di cantare tanto. Lei ha cantato tante cose belle e ha un repertorio immenso e questa è una forma di generosità, consapevolezza e lucidità che lei ha avuto fin da giovane di essere cantante popolare orgogliosa di esserlo. Non si è fatta minimamente condizionare da quelle ideologie elitarie che sono arrivate dopo. Lei mi piace per questo anche se appartiene alla mia epoca bambina. Lei a vent’anni era già una signora, e io a settanta sarò ancora una ragazza. Questa è la differenza.»
MARCO MANGIAROTTI
Mina, una grande voce nel vento
La Nazione | 31.10.2000
MILANO – Se sbucci la confezione di Wind, trovi un album con quattro cover inedite di Mina. In mezzo milione di copie, che verranno regalate ai nuovi abbonati da novembre a Natale (telefonino più scheda più internet più CD). Il contratto biennale tra la compagnia e la cantante, iniziato con la voce fuori campo nel discusso spot del rigore realizzato da Roberto Baggio, ci regalerà quindi qualcosa di sonoro e palpabile.
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IVANO FOSSATI
«Mina è amata da tutti i musicisti. A partire da quelli che si guadagnano da vivere suonando nei locali da ballo fino ai più raffinati jazzisti e compositori, in Italia e non solo. Mi sono sempre aspettato qualcosa di sorprendente da Mina. Era lei che ci aveva portato più vicini Chico Buarque, Juan Manuel Serrat, Tom Jobim, era lei che alle nove di sera in tv duettava con Toots Thieleman. Ci stava insegnando molto e dopo avrebbe fatto ancora di più.
Ho sempre ascoltato Mina con attenzione perché fra i miei maestri c’è anche lei. Nessuno regola e governa il suono delle parole come lei fa. Nessuno guida e conferisce altrettanto bene, in tempo reale, significato a ogni singolo passaggio e pensiero. Nessuno, o forse pochissimi nel mondo, amplificano o smorzano le emozioni a loro piacimento con la sua stessa maestria, alzando o abbassando la temperatura dell’interpretazione nel corso di uno stesso brano. Fonetica, musica e pensiero si muovono insieme e Mina lo sa.»
ERMANNO OLMI
«La voce di Mina è il profumo di un secolo, quel fascino dell’inafferrabile. Si parlava di lei spessissimo, il fascino del mistero di quest’anima. È il caso di dire: è un mito, un modello irraggiungibile. Mina è la canzone, un dolcissimo sussurro che continua ad echeggiare dentro di noi.»
GIANNI VERSACE
«Era Lei che volevo. Questa collaborazione ha in sé tutta la felicità di un sogno che si è avverato. Lavorare con lei è stato un piacere, poiché è una donna intelligente e di gran classe. La forte personalità di Mina è stata la mia fonte di ispirazione. Ci sono voluti circa tre mesi per la realizzazione di questo vestito [mantello che indosserà Mina sulla copertina dell’album “Cremona”], perché doveva essere perfetto anche nei minimi particolari.»
GIANNI FERRIO
Intervista di Lele Cerri
04.03.2002
Gianni Ferrio ovvero “l’inevitabilità di fare musica”. Gianni Ferrio o “Improvvisamente”, “Ora o mai più” e tanti altri stupendi giochi musicali fino a “Non gioco più” per poi di nuovo slanciarsi con Mina “Dalla terra”. Gianni Ferrio compagno del lungo e proficuo percorso musicale di Mina, testimone del suo entrare, sbucando da dietro ad un juke box, nella vita degli italiani che, almeno musicalmente, non sarebbe più stata la stessa di prima.
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GILBERT BÉCAUD
«Tu, Mina, hai un unico difetto. Quello di essere nata in Italia. Se tu fossi nata in Francia, a quest’ora saresti un monumento nazionale. Come lo è stata la Piaf. Come è Brigitte Bardot. O la Moreau. E la gente, i giornalisti, i fotografi, consapevoli e grati di quell’evasione dalla realtà che tu dai con la tua voce, con le tue canzoni, col tuo innegabile fascino, ti sarebbero grati. Ti dimostrerebbero ammirazione. In Italia no, lo sai anche tu. Più diventi brava e più il pubblico, la gente, chissà perché, si accanirà contro di te per distruggerti» (1966)
LINA VOLONGHI
«È una grande donna. E nello stesso tempo è ingenua. È il solo essere al mondo i cui pregi sono più affascinanti dei difetti. Chi conosce Mina se ne innamora. Ma lei non vuole farsi conoscere perché ha paura. È una grande donna, insicura, sì, ma che ha dimostrato coraggio quando è stato necessario, e soprattutto generosa.»
ANNABELLA
Che cosa pensate del fenomeno Mina?
29.01.1961
Mina, che raggiunse il successo attraverso un genere alla moda, nel breve giro di un anno e mezzo è riuscita ad imporre le sue vere qualità, il suo temperamento, il timbro di voce, la propria personalità. Oggi è una cantante completa che può alternare vari modi di cantare restando sempre sé stessa. Sbaglia quindi chi dice che Mina è solo un’urlatrice; è anche una delicata interprete di motivi vellutati e varie sue recenti interpretazioni lo dimostrano.
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ELVIS COSTELLO
«Mina è la più grande cantante italiana e non capisco come abbia fatto ad accorgermene così tardi. Mi ricorda Dusty Springfield. L’ho scoperta per caso, mettendo il naso – e l’orecchio – tra i dischi di mia moglie, che studia la vostra lingua e cura uno show radiofonico in cui figurano spesso pezzi italiani. Per Mina ho avuto una specie di folgorazione e sono andato subito a comprarmi tutti i suoi album. E poi, adoro l’Italia…» (2002)
DARIO FO
«Nei miei occhi rimane sempre questa immagine, la gestualità straordinaria di bellezza. Sapeva portare il proprio corpo dentro la musica anche quando faceva gesti assurdi. Si muoveva rovesciando la logica, questo fascino profondo della musicalità, una voce prodotta da uno strumento umano.»
DANILO REA
«Ha capacità vocali che sono, secondo me, uniche al mondo. Credo che quel pathos che esprime sia la Sua storia.»
MICHELE SERRA
Una voce spericolata
La Repubblica | 24.03.2000
La “Tigre di Cremona” compie domani 60 anni. Da sontuosa show-woman della TV in bianco e nero alla sophisticated lady di mille canzoni Mina compie sessant’anni, e quasi non ci si crede. Sono veramente pochissimi, quanti ne bastano appena per fare una ragazza di lungo corso. Pochissimi per misurare la lunga strada della sua voce d’acciaio, che ha trafitto tute le epoche nostre coetanee, le tantissime epoche che abbiamo avuto la fortuna di vivere addossate le une alle altre, serrate come libri che soffocano in uno scaffale tropo corto.
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CÉLINE DION
«Luciano Pavarotti mi parlava sempre di Mina e non certo solo quando eseguimmo in duetto la versione inglese di “Grande, grande, grande”. Anch’io sono nata nel mese di marzo, come Mina; anch’io penso alla sua voce come a un grandissimo, inimitabile dono della natura, il riflesso di un’anima» (2010)
GIORGIO BOCCA
«È di quegli esseri/motori a cui gli altri si uniscono per sentirsi sollevati, trascinati, riscaldati da un sangue più caldo, guidati da un udito più pronto, da un piede più rapido. È la prima vera soubrette del dopoguerra: elegante con provocazione e gusto barocco, spigliata in un mondo di falsi spigliati, dotata di una voce attraente, capace di riempire la scena.»
ANTONELLO FALQUI
Intervista di Lele Cerri
18.02.2002
Il Signor Senso Dello Spazio mi riceve in una casa che lo conferma tale, bell’e che pronta, com’è, per il grandangolo, per una delle sue riprese con azzeramenti della linea d’orizzonte, infinite lungimiranti fughe centrali, campi e controcampi con ritmi perfetti, ellissi e dettagli, carrellate sapienti e coinvolgenti, fluide: autentici tapis roulant per la curiosità dello spettatore, come soltanto quelle precorritrici dello zoom che sono state le sue carrellate del primo Studio Uno potevano essere.
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ACHILLE BONITO OLIVA
«Nelle copertine dei Suoi dischi c’è un grande senso del gioco. Oltre il canto (lei) introduce il corpo, l’immagine, ci mette la faccia. Mina è una cantante performativa che afferma la propria voce anche attraverso l’irregolarità dei Suoi tratti, che riesce ad anticipare Madonna e Lady Gaga, esibendo anche le Sue asimmetrie.»
PLACIDO DOMINGO
«“Sulla tua bocca lo dirò quando la luce splenderà”. Sarebbe stata un soprano drammatico con agilità straordinaria, una tessitura (di voce) stupenda.»
LIZA MINNELLI
«Un giorno, Kay Thompson mi disse: “ora ti faccio ascoltare la più grande cantante che abbia mai sentito”. Ha messo un disco di Mina e sono rimasta senza fiato. Se facesse un concerto andrei nel backstage a chiederle l’autografo. Io sono una delle Sue più grandi ammiratrici. Ci ha donato il Suo cuore, la Sua voce, nessun altro al mondo è come Lei. Non so cosa dire, lei è per la canzone quello che De Niro è per la recitazione: c’è solo Lei, è unica.»
NATALIA ASPESI
Mina, l’incanto della voce di una donna libera
Venerdì di Repubblica | 30.10.1987
L’hanno vista per l’ultima volta su un palcoscenico nell’estate del ’78, in Versilia. Il pubblico era quello solito delle vacanze, tanta gente che si sentiva bella; tutti abbronzati, tutti magri, anche troppo eleganti. Mina era un’apparizione incantevole, benevola, materna, ironica, anche inquietante nella sua totale disubbidienza alle smanie estetiche. Come una regina lontana, sicura dei suoi poteri misteriosi, esibiva il candore soffice della carnagione, il corpo ingrassato, i veli neri e disordinati che la ricoprivano.
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SARAH VAUGHAN
«Se non avessi la mia voce vorrei avere quella di una giovane ragazza italiana di nome Mina» (1968)
LUCHINO VISCONTI
«La vedo come l’ho vista la prima volta tre anni fa ad Ischia, un personaggio straordinario, affascinante, una specie di mostro del ritmo. Ho trascorso serate intere ad ascoltarla. Quando sentii per la prima volta la Callas cantare “Norma”, dissi: “Questa diventerà la più grande del mondo”. Così quando sentii per la prima volta Mina pensai: “Quando si accorgeranno di lei, figuriamoci come le monteranno la testa”. Invece, devo riconoscere che Mina non s’è affatto montata la testa, è sempre la simpatica ragazza d’una volta, nonostante abbia raggiunto la celebrità. Ormai il “minismo” è diventato di moda: a me il merito d’averla scoperta fra i primi.»
BRUNO CANFORA
Intervista di Lele Cerri
24.07.2002
E al nome di Bruno Canfora, in tutti noi che abbiamo ascoltato Mina passeggiare fluidamente su quelle famose “consuete fantasie musicali” annunciate da Paolo Panelli in Canzonissima 1968, non può che risvegliarsi un senso di gratitudine per il suo averci dato l’opportunità di crescere spettatori del bello, di quel piacere musicale che abbiamo potuto goderci in diretta in quei preziosi irrinunciabili sabato sera.
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JOHNNY MARR
«Stavo guardando un vecchio documentario della BBC su Ennio Morricone e nel sottofondo si sentiva una canzone. Ho fatto un po’ di ricerche e ho scoperto che si trattava di “Se telefonando” di Mina. Ne sono rimasto stupefatto. Sostanzialmente è Morricone condensato in tre minuti, e Mina è una ragazza ribelle davvero forte, una specie di Lesley Gore italiana. L’audacia di questa canzone è eguagliata dalla personalità e dal talento di questa canzone…»
FRANCA VALERI
«Andiamo a sentire quella ragazza simpaticissima che canta. Senz’altro piaceva molto a Luchino [Visconti] forse perché, nell’immaginario collettivo, Mina impersonava un nuovo modo di essere donna. I tempi stavano cambiando e lei li impersonava, anzi li anticipava con le sue scelte artistiche, ma anche con le sue scelte di donna ed ha continuato a farlo con la sua immagine fintanto che abbiamo potuta vederla. Un’artista che è una grande donna, una donna che è una grande artista: questa è Mina, l’idea della donna italiana.»
ALDA MERINI
«Era una bella donna, molto bella. Era una persona con una grande personalità. Un fenomeno di voce. Ha fatto bene a ritirarsi come Greta Garbo al momento giusto. Ci vuole coraggio a chiudere con il passato.»
MARINELLA VENEGONI
Gli 80 anni di Mina, un libro ne celebra il talento
La Stampa | 24.03.2020
È diventato molto difficile scrivere di Mina. Questo compleanno così rotondo e fatidico degli 80 che cade oggi, è stato già consumato da fiumi di parole, orde di filmati, immagini stranote. Ogni cosa sembra già detta. Il prematuro ritiro nel 1978 – una clausura anti-mediatica – l’ha resa per sempre giovane.
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CLAUDIO ABBADO
«Mina ha una personalità grandiosa. Luigi Nono avrebbe voluto comporre un pezzo con la sua voce. ‘Mi basterebbe anche un solo suono, una sola nota’, mi disse. A me sarebbe piaciuto dirigerla, l’ho sempre ammirata. Purtroppo, non ce n’è stato il tempo…» (2009)
GIUSEPPE PATRONI GRIFFI
«Capitai a Ischia insieme a Luchino Visconti, Franca Valeri e altri amici, ed ascoltai per la prima volta una canzone interpretata da Mina. Nonostante la pronuncia tutta storta, le smorfie curiose e lo spiccato accento cremonese, la ragazza mi fece colpo, tanto che tornai ad ascoltarla tre volte. In seguito, rientrato a Roma, ne parlai con entusiasmo. Ora i fatti hanno dimostrato che avevo ragione.»
SENNUCCIO BENELLI
La donna, e altre cose ancora
Successo | 03.01.1962
La “tigre di Cremona” e il meno conformista tra i registi italiani discutono qui del posto che la donna deve avere nella società: madre e moglie nella casa, oppure “quasi uomo”, e magari diva, fuori di essa?
Prima di questo incontro Visconti e Mina non si conoscevano altro che di fama. Si ammiravano reciprocamente, ma non si erano mai stretta la mano.
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CARLO VERDONE
«Se ho mai pensato di fare un docu-film su uno dei miei artisti del cuore? Tutti i grandi cantanti hanno avuto dei bei documentari. A me piacerebbe farlo su Mina. L’unica vera grande artista che abbiamo in Italia.»
RENATO CAROSONE
«L’interpretazione data da Mina alla mia “Maruzzella” mi ha comunicato un’emozione davvero difficile da descrivere. Ciò che mi ha impressionato in modo particolare è stata la pronuncia del dialetto: non riesco a capire come abbia fatto cantare le canzoni dell’album “Napoli” in quel modo davvero magistrale: Mina, la Divina Provvidenza t’adda fa’ campa’ cient’anne!»
LUCIANO PAVAROTTI
«Però un sogno canoro ce l’avrei. Un duetto con Mina: ho tentato invano di convincerla. Casomai un disco. Forse, chissà. Nel frattempo, mi onoro di esserne amico.»
LELE CERRI
Mina e l’Orchestra in esclusiva alla Bussola 1972
1972
Mina, nella primavera ed estate del 1972, ci regala il ripetersi straordinario di una quotidianità eccezionale di apparizioni TV e dal vivo. Sembra quasi voglia rifonderci in anticipo della sua futura assenza dalle scene, ancora sconosciuta a lei quanto a noi.
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FABRIZIO DE ANDRÉ
«La sua voce è un miracolo. Credo che lei sia nata con la musica nel DNA, è come se avesse avuto una memoria prenatale della musica. Questo è un fenomeno tipico della genialità: quello di sapere prima di conoscere. Te ne accorgi quando la senti cantare perché le evoluzioni vocali, le picchiate, i glissati, i grappoli di note in brevissimi intervalli di tempo, le svisature della melodia sono assolutamente spontanei…» (1997)
MAURO “PLATINETTE” CORUZZI
«Mina non deve tornare perché così rimane la protagonista assoluta di un’epoca, non avrà mai concorrenza. Perché dovrebbe andare a rimetterti in mezzo a ‘sto circo. Perché? È la regina in assoluto. Anzi, se tornasse sarebbe l’ammissione di una debolezza, di una certa fragilità che forse lei ha, ma che è meglio non faccia vedere. Io l’ho vista come vive. Serena come nessun’altra al mondo. Co ‘sti zoccoli e le calze bianche arrotolate, ciabatta per casa, una casa normale, anzi, più modesta del previsto. Cucinetta metà di questa stanza, tavolino bianco, microonde qualsiasi, infila dentro questo cazzo di pezzo di torta, te lo butta lì. Senza tante storie… Sì, hai sempre il dubbio, quando apre bocca che sia una che la imita. E capisci anche che la grandezza è quella lì. Mina, professionalmente parlando, è anche molto più avanti dei suoi collaboratori. Non per niente ha detto sì a Mondo Marcio permettendogli di usare pezzi del suo vecchio repertorio nel suo nuovo lavoro rap. In questa operazione lei ha intravisto la possibilità di essere traghettata via. Via dal vecchio.»
GIANNI CLERICI
Il successo pagato caro
Il Giorno | 03.09.1966
Ci sono più segni di catrame che parole sul taccuino dell’incontro con Mina. Insieme abbiamo passato sei ore sul tetto dell’enorme hangar-officina di Fiumicino, una costruzione dell’architetto Morandi tutta appesa a enormi corde di cemento armato: Mina doveva girare dei caroselli, e Piero Gherardi, lo sceneggiatore degli ultimi film di Fellini, aveva scelto quel luogo astrale e più adatto a un film di Antonioni…
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GIORGIA
«Immensa Mina, sempre geniale, sempre avanti, voce unica che appartiene al nostro DNA»
PATTY PRAVO
«Perché ho duettato con la Bertè e non con Mina? Un semplice caso del destino: diciamo che non si è mai presentata l’occasione giusta. Io amo il suo lavoro, ma non è mica facile trovare la canzone giusta al momento giusto. Però aspettate, non escludo nulla. Magari, nella mia seconda carriera.»
ZUCCHERO FORNACIARI
«Il Suo canto è pretestuale anche senza testo. Lei è uno strumento che ha tutti timbri possibili ed immaginabili.»
NATALIA ASPESI
Per l’unica Mina della stagione 2000 spettatori
Il Giorno | 25.07.1962
Sembra una di quelle fotografie che le grandi riviste americane dedicano ai monumenti della musica leggera e del jazz: lo sfondo è del tutto buio, una riga di luce disegna il contorno di un paio di musicisti seri, impegnati, e fa brillare il profilo di lei, della diva. Il braccio che sostiene il microfono, quello che ondeggia stanco verso il pubblico, le curve della scollatura profonda dell’abito nero, il viso drammatico che sta soffrendo Gershwin.
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PINO DANIELE
«Quando iniziava l’era dell’apparire lei decise di essere la Signora che spariva, tutta voce e niente immagine, alimentando il mito certo, ma l’arte di mito si nutre. Settant’anni il 25 marzo, ma i miti si celebrano ogni giorno e le voci cantano ogni giorno. Non hanno bisogno di torte con candeline se, come quella di Mina e di pochi altri, trascendono nazionalità, culture, lingue. Come Lucio Battisti, come Salinger, lei è rimasta al centro dell’immaginario collettivo evaporando, mentre in tanti cercavano di sottolineare la propria ostinata, invisibile presenza. La voce, strepitosa, agile, da musicista-cantante, capace di far suonare le parole, di far parlare le note. L’intuito nella scelta dei repertori, senza problemi se fossero «alti» o «bassi», termini sempre più senza senso. La presenza scenica: di Lucio Battisti non ricorderemo straordinarie prestazioni dal vivo, di lei sì, padrona della tv in bianco e nero, al fianco di Totò, Sordi, Gaber, Mastroianni, le Kessler, la Carrà. Musica oltre l’apparenza, talento straordinario alla ricerca di una vita normale, anzi normalissima, che le ha permesso di scegliere le canzoni che davvero voleva cantare: ho avuto il privilegio di vedere selezionate anche le mie «Napule è» e «Je sto vicino a te», per di più in magnifica compagnia, di classici napoletani e perle di quella che un tempo sognavamo essere la nuova Napoli. Mina voce d’Italia, ancora oggi, in piena era dei talent show e del televoto che promuove a star ragazzini e boccia cantanti con decenni di carriera alle spalle, è il simbolo di un Paese che forse non la merita. La sua ironia, la sua dignità, la sua indolente libertà, il suo silenzio parlano più di mille urlate opinioni da talk show che non dicono niente. Tanti auguri, Nostra Signora della Canzone. Se non fossi esistita non saremmo stati capaci di inventarti.» (2010, per i 70 anni di Mina)
LUCA RONCONI
«È giusto dire (di Lei) la sua assenza è un eterno presente straordinario.»
LELIO LUTTAZZI
Intervista di Lele Cerri
03.04.2002
Ecco, sono in piazza, vista sulla vallata e verso il mare; quello dietro ai tetti è il comignolo della sua casa, nuvole bianche di fumo che promettono uno squisito arrosto.
Mi apre la porta la moglie Rossana, baci e abbracci che inneggiano a una bellissima fetta di vita passata assieme, e lì, dietro, nel corridoio con pareti e sfondo di libri, con lo sguardo che mi aspettavo, Lelio Luttazzi…
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GIANNA NANNINI
«Quand’ero piccola, i riferimenti musicali a casa mia erano Claudio Villa e Mina. Per Mina, mio padre andava pazzo. Lei è stata ed è ancora ganzissima: ha mandato a fare in culo tutti ed è una grande. Una volta mi chiese: “Ma come fai ad affrontare ancora le tournée con questa gioia?”. “Sento l’emozione e devo andare sul palco, sentire i brividi, avvertire la fisicità del pubblico”, le ho detto.»
DINA AZZOLINI
«La stimavo. Nell’Italia bacchettona aveva messo al mondo un figlio senza essere sposata. Creai per lei una testa lunga, riccia e libera che si muoveva. Era nato il taglio alla Mina.»
ACHILLE LAURO
«Sono fratello di un musicista e da quando avevo 14 anni ho vissuto con lui iniziando a muovere i primi passi e a scoprire questo mondo. Parallelamente ho ascoltato diversi generi musicali e ho fatto tesoro di tutto quello che ho appreso. Mina, Celentano e molti altri. Anzi, con Mina spero di fare un duetto, pure pop!»
GUIDO GEROSA
Nascono le stelle a Porta Garibaldi
La Notte | 02.12.1958
La ragazza alta dalle scapole magre non voleva uscire dalle quinte per intonare la sua canzone: ondeggiava inquietamente, si lisciava nervosa i capelli corti, sorrideva fissando lo sguardo in un vago, lontano punto sospeso nel vuoto. Diciassette anni, statura un metro e settantadue, un vestito che le traballava indosso, Mina si rifugiava dietro la sua timidezza; il presentatore Corrado dovette farle coraggio.
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KENNY BARRON
«Mi chiede chi sia la migliore cantante di Standard Jazz oggi? La più grande di tutte è una cantante italiana di nome Mina.»
GIANCARLO GIANNINI
«Mina era elegante, sensuale, non ha paragoni con nessuno al mondo. Andammo in sala prove e conobbi la grandezza di questa donna: faceva tutto con la mano sinistra, sfruttava le piccole cose per poi mostrare una grandiosità senza confini. Ero stravolto dalla sua leggerezza. È poesia, ogni sua movenza, ogni sua parola.»
ERMAL META
«Scrivere per Mina sarebbe un sogno incredibile. Il pensiero di farlo mi fa addirittura tremare perché lei è nelle nostre ossa… siamo tutti cresciuti ascoltando la voce di Mina.»