Vanity Fair n. 46/2010

Lo amo ancora o è solo abitudine? Andava tutto alla grande, poi qualcosa è cambiato: i litigi, le discussioni. E, ora, un grosso dubbio.

Cara Mina, ma lei l’ha mai fatta una gita di quelle tipo della Proloco con i 20 minuti all’autogrill per fare pipì e prendersi un caffè e per visitare chiese e musei spiegati da una guida del posto che ti guarda come se fossi chi sa chi e che cosa? Se non le è mai capitato… nessun problema! Marco Sostegni

Controllo a fatica la voglia di mandarla a quel paese, caro Marco Sostegni, e le rispondo volentieri. Gli eventi che lei descrive, tutti insieme, non mi sono capitati e non ho avuto, per questo, alcun problema. Singolarmente presi, a parte la Proloco, l’autogrill, la pipì, il caffè, un museo, una guida, li ho frequentati e, di volta in volta, ne ho goduto o li ho odiati a dipendenza dello stato d’animo o delle condizioni atmosferiche o del gusto o delle contingenti solitudini e compagnie. Di sicuro non ho mai praticato l’esercizio di pensare ad altri che, diversamente da me o come me, si trovassero nella stessa situazione. Spesso ho sognato, e purtroppo soltanto sognato dall’età di diciotto anni, di bere un caffè senza il disturbo di quelli come lei che sarebbero entrati nella mia tazzina per una didascalia di adulazione o di spocchia. La ringrazio per l’opportunità che mi concede di lanciare il mio urlo di disgusto definitivo nei confronti della demagogia. Non si illuda. Non è soltanto sua l’idea di farne uso.

È l’uomo della mia vita. O forse no.

Ho vagato per un anno e mezzo nel buio più totale. Poi è arrivato lui, improvvisamente, inaspettatamente, facendomi rinascere. Andava tutto alla grande. Abbiamo subito capito di amarci e che la nostra non era una storia come tante altre, ma LA storia. Poi però qualcosa è cambiato: tanti litigi, ma soprattutto qualcosa dentro me e, forse, anche dentro lui. Ne abbiamo parlato confrontandoci: lui prova sempre gli stessi sentimenti, ma io non lo so. In alcuni momenti lo guardo e mi dico: «È lui l’uomo della mia vita!», ma in altri penso: «Lo amo ancora o è solo abitudine?». Confusa e felice

Togliendo l’amore per i figli, che è l’unico amore totalizzante, nel campo del cosiddetto amore fra uomo e donna dovremmo allontanarci dal pensiero della certezza. E dovremmo fare questa operazione senza paura. Diventerebbe semplice rispondere a interrogativi come i tuoi. Quando nascono, se nascono, sono domande dal significato inequivocabile. Si spengono i valori che avevi attribuito al tuo rapporto. E l’unicità, l’eternità, la meraviglia si smorzano fino al ridicolo o, peggio, fino al dolore. Il problema sarà il prossimo amore. Meno abbagli, meno confuse illusioni.

Perché nessuno mi ha mai detto «ti amo»?

Ti scrivo perché sono stufa. Stufa di tutti quelli che mi dicono «smettila di cercare, la persona giusta arriva quando meno te lo aspetti» oppure «chi non ti apprezza non ti merita». Ma che cosa vuol dire? Non sono certo una bellezza eclatante, non ho una dote particolare, come la tua splendida voce, però credo di valere come persona, come donna. E allora perché a quasi 21 anni nessun uomo si è sprecato per me? Io do tutta me stessa nei rapporti con gli altri. Sono passionale, i miei sentimenti sono impetuosi e spesso mi sento dire esagerati. Ma è il mio modo di vivere le cose. Però non mi sono mai sentita dire TI AMO. Non mi manca nulla: ho una famiglia unita e stupenda che mi ama, amici veri che non si trovano in giro, la possibilità di studiare quello che mi piace. Però egoisticamente sento che manca qualcosa per farmi sentire finalmente tranquilla e completa. Che cosa devo fare? Continuare a illudermi e sognare che qualcuno capirà finalmente quello che ho dentro, oppure arrendermi come nei miei troppo frequenti momenti di sconforto e accettare che le cose non cambiano? Giulia

Sta’ calma, Giulia! Troppe volte ti dovrà succedere di essere in balia di quella sindrome tremenda che è l’amore. Goditi questo momento di solitudine, anzi, di solitarietà e preparati a ricoprire il ruolo dell’innamorata convinta o non convinta di un uomo che ti amerà o non ti amerà. Non ti vorrei deludere ma, quasi tutto, dopo una frequentazione ragionata, può diventare ridicolo. E con questa bella prospettiva, oggi mi va così, ti auguro di ricoprire un ruolo che ti soddisfi pienamente.

 

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24 Novembre 2010

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